La poesia per essere tale deve mostrare la sua natura intrinsecamente violenta. Imponendosi sul lettore, fa affiorare traumi e istinti sepolti e glieli rovescia addosso con brutale innocenza. È questa la tesi del poeta statunitense Zachary Schomburg, per il quale la scrittura è un atto radicale, capace di incrinare la lingua e sfigurare l'immagine pur di arrivare a un nucleo vivo, come è evidentissimo nelle sedici poesie che l'autore ha scelto per accompagnare il testo. Completa il volume un saggio di Giuseppe Nibali, che illustra come la violenza, oltre a essere un'attitudine propria dell'Homo sapiens, sia uno degli elementi fondanti dell'arte fin dai tempi antichi. Poesia come violenza è allora un libro per lettori e poeti disposti a farsi attraversare, a perdere l'equilibrio, a riconoscere nella ferita una forma di luce. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.