Il tema di questo sesto numero del "Giornale di bordo" prende spunto dal suo articolo centrale, Sulla teoria del trattamento psicoanalitico (1957), tradotto per la prima volta in italiano, e dalla critica mossa dal suo autore, Thomas Szasz, al concetto di "trattamento psicanalitico". Per quanto radicale, tale critica è rimasta inascoltata, dal momento che ancora oggi gli analisti continuano, come dicono, a «sottoporre il paziente a un trattamento psicanalitico», quando in realtà una psicanalisi non comporta nessun "trattamento" ¿ come pure nessun fine stabilito in anticipo ¿ ma solo l'accettare di parlare per associazioni libere, così da favorire l'intercalare dell'inconscio.
"La stanza dei bambini" - secondo tema portante del numero - propone d'individuare, attraverso la questione dell'innocenza e della colpa, l'esistenza di un'etica già nell'infanzia e dello scandalo radicale che colpisce il bambino quando l'adulto, mancando alla propria parola, ne sdegna le domande.